Tim ha avviato la procedura di cassa integrazione per 29 mila dipendenti

 

Tim ha avviato la procedura di cassa integrazione per 29 mila dipendenti
Concluso con un nulla di fatto il primo incontro sulla vertenza Tim tra i rappresentati del gruppo telefonico e i sindacati che chiedono soluzioni alternative alla cassa integrazione prevista per migliaia di addetti.

Tim ha avviato la procedura al ministero del Lavoro per il ricorso alla cassa integrazione per 29.000 dipendenti.

“La disponibilità da parte nostra a trattare c’è, ma a fronte di una soluzione alternativa alla cigs” dichiara il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti. Il tavolo di confronto al ministero del Lavoro sarà riconvocato giovedì 31 maggio.

Per il sindacalista ”è impensabile risolvere nei 25 giorni della procedura problemi che si trascinano da mesi e che nelle ultime settimane si sono acuiti, tra i quali lo scorporo della rete, il taglio lineare dei costi relativi ai fornitori, il futuro assetto aziendale che pone le premesse per altre societarizzazioni, senza dimenticare i problemi inerenti a diversi istituiti aziendali nel secondo livello di contrattazione”.

Vertenza Tim: che cosa è successo

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil giudicano “deludente” l’esito del primo incontro presso il Ministero del Lavoro, quale inizio della procedura a seguito dell’attivazione da parte di Tim, della Richiesta di Cigs.

La procedura attivata per la riorganizzazione aziendale riguarderà 29.736 lavoratori per 12 mesi.

I sindacati annunciano di aver deciso di “avviare immediatamente una diffusa informativa ai lavoratori, nelle varie forme che si riterranno più opportune a livello territoriale, e di aprire contestualmente le procedure di raffreddamento, auspicando, al contempo, una maggiore disponibilità da parte di Tim, che possa permettere di rendere costruttivo il confronto, ed eviti una lunga ed infruttuosa contrapposizione”.

Tim ha avviato la procedura di cassa integrazione per 29 mila dipendentiNell’incontro odierno, riferiscono i sindacati, l’azienda ha confermato come alla fine dei 12 mesi di cassa integrazioni si rischiano licenziamenti in virtù di quelli che l’azienda contabilizza come “4.500 eccedenze a fine Cassa”.

I sindacati vorrebbero coinvolgere fin dal prossimo incontro il Ministero per lo sviluppo economico, il dicastero guidato da Calenda che ha assicurato una soluzione recentemente alla vertenza Embraco.

Rinviata la separazione della rete fissa

Intanto è stata rinviata, da parte del Consiglio dell’Agcom, l’analisi preliminare del progetto di separazione legale volontaria della rete di accesso fissa di Tim. A quanto si apprende, il tema potrebbe essere dibattuto nel prossimo Consiglio già in programma per il 6 giugno. A slittare, oggi, anche l’esame del Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre che figurava all’ordine del giorno del Consiglio.

Il progetto di separazione volontaria della rete fissa d’accesso era stato notificato da Tim all’Agcom lo scorso 27 marzo, dopo il via libera del cda del 6 marzo. La notifica all’Autorità da parte del gruppo telefonico è il primo passo dell’iter formale ai sensi dell’art. 50 ter del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.