Findomestic: “Gli italiani preferiscono essere disoccupati che vivere lontani da casa”

L’Osservatorio Findomestic traccia il quadro del rapporto tra italiani e occupazione. Il 54 per cento si aspetterebbe di guadagnare di più. Gli uomini vorrebbero più potere decisionale, le donne aspirano alla flessibilità dell’orario.

L’Italia ha un grandissimo problema di “fuga di cervelli”, che secondo la Confindustria è il vero “spreco del Paese” capace di costare 14 miliardi l’anno. Ma ci sono anche molti italiani che – interrogati sul tema – dicono di non voler lavorare lontani da casa, anche a costo di restare disoccupati e di rinunciare alla carriera.

La risposta, per certi versi sorprendente e senza dubbio destinata a far discutere, arriva a un sondaggio realizzato dall’Osservatorio mensile Findomestic con Doxa: quasi un lavoratore su due (46%) preferisce non allontanarsi da casa, anche a patto di restare disoccupato o non fare una progressione di carriera significativa. “La comodità e la vicinanza agli affetti prevalgano, dunque, sull’ambizione professionale. Lo conferma, a maggior ragione, un altro dato contenuto nell’Osservatorio Findomestic: solo due su dieci rinuncerebbero a vivere in Italia per fare il lavoro dei propri sogni. Fortunatamente oggi tre italiani su quattro sono soddisfatti della vicinanza al proprio posto di lavoro”, dice l’Osservatorio.

L’indagine si è soffermata su altri aspetti del rapporto tra gli italiani e il loro lavoro. A cominciare da quell economico: in base ai dati raccolti da Findomestic, oltre un lavoratore su due (54%) si aspetterebbe di guadagnare di più. La maggior parte giudica invece positivamente il clima lavorativo (76%) e la sicurezza del posto (66%). Si torna al 54% tra quelli che non sono soddisfatti della coerenza dell’occupazione con il proprio percorso di studio. Non stupisce, dunque, che la maggior parte dei lavoratori italiani (60%) abbia pensato almeno una volta di cambiare lavoro, soprattutto nella fascia fra i 35 e i 44 anni.

Ma come si colloca l’impegno professionale rispetto al resto della vita? Il 61% dei lavoratori italiani è soddisfatto dell’equilibrio che è riuscito a raggiungere tra lavoro e vita privata, ma i “molto soddisfatti” sono solo 1 su 10. Se potessero avere più tempo libero gli italiani lo utilizzerebbero per stare con la propria famiglia (50%), per dedicarsi ai propri hobby (43%), per viaggiare (42%) e per fare sport (28%). Dal capitolo ‘benefit’ dell’Osservatorio Findomestic risulta, poi, che i lavoratori chiedono soprattutto buoni spesa per carburante, alimentari ed elettronica (40%), oltre a una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro (38%) e forme di assistenza sanitaria (35%), queste ultime desiderate soprattutto dalle donne.

E cosa infine vorrebbero i lavoratori? Stipendio e stabilità restano le voci principali (il primo è la variabile più importante per il 64% dei rispondenti, la seconda per il 42%). Alcune differenze sorgono tra uomini e donne, frutto probabilmente di un carico diverso che ancora separa le due categorie una volta che si rientra nelle mura domestiche. La flessibilità

dell’orario di lavoro è più rilevante per queste ultime (35% contro il 26% degli uomini), mentre gli uomini dimostrano di dare più peso all’autonomia decisionale (31% contro 27% delle donne) e all’opportunità di fare carriera (17% contro 9% delle donne).

http://www.repubblica.it