Economia, guerra al contante. Stop alle banconote da 500 euro

Spesso è un futuro che vediamo troppo lontano, ma a piccoli passi si avvicina. È lo scenario della polizia fiscale-tributaria che saprà ogni singolo gesto, gusto, movimento, fisico e monetario della nostra vita. Sì perché se vorrete scappare al mare lontano chilometri da casa, vi sarà proibito prendere un caffè od attraversare un casello autostradale senza lasciare traccia della movimentazione.
Non siamo ancora a questo livello, eppure la marcia funebre del denaro contante ha cominciato a suonare. Si parte dall’alto, eliminando la vistosa banconota da 500€ che dal 27 gennaio 2019 non sarà più emessa, eccezion fatta per la Banca Centrale austriaca e tedesca, che slitteranno la dismissione ad aprile c.a.

Il motivo ufficiale è la criminalità, faciliterebbe il riciclaggio e la riserva di valore fuori dal circuito bancario (che non è ancora reato). Nel 2013 la Soca inglese, agenzia britannica sul crimine, aveva segnalato che il 90% delle banconote di questo taglio fosse nelle mani della malavita. Mentre uno studio della BCE ha evidenziato come solo un terzo delle cinquecento euro fosse in circolo nelle transazioni commerciali.

Sempre nel 2013, Bank of America Merrill Lynch, stilò un report in cui si consigliava addirittura una più drastica misura, l’abolizione totale con il ritiro di tutte le banconote in circolazione. Una mossa che oggi non è stata presa in considerazione per fortuna, perché anche se non saranno più stampate, potranno essere liberamente detenute, consumate, e tesoreggiate, quelle già in possesso.
Tuttavia il fianco alla libera circolazione del denaro contante viene picchiato continuamente, tra strette sui consumi ed ideologia spinta del microchip, che alla lunga toglierà l’ultimo costo alle zecche di Stato, ovvero il materiale per l’emissione di moneta. E a noi verrà meno un grande baluardo di libertà.