Cresce l’industria metalmeccanica: “Ma mancano gli addetti”

L’industria metalmeccanica si conferma il punto di forza dell’economia dei territori di Lecco e Sondrio. Questo quanto emerso dall’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica presentata mercoledì pomeriggio presso la sede di Confindustria Lecco-Como.

Presenti il direttore di Confindustria Lecco Sondrio Giulio Sirtori, il presidente della Categoria Merceologica Metalmeccanico di Confindustria Lecco e Sondrio Antonio Bartesaghi, il responsabile delle relazioni industriali di Confindustria Lecco e Sondrio, Giorgio Airoldi e l’ingegnere Mauro Medola, del Centro Studi Confindustria.

“Il numero di imprese afferenti ai diversi comparti della metalmeccanica nelle province di Lecco e Sondrio (oltre 2.400) rappresenta il 54% del totale mentre gli addetti delle aziende metalmeccaniche raggiungono il 64% (circa 31.500) – ha illustrato Medola – una prevalenza si registra in Provincia di Lecco dove si registrano il 61,5% delle imprese e il 70,5% degli addetti, rispetto al 31% delle imprese registrate a Sondrio e il 38% degli addetti. Questi dati la dicono lunga su quanto il settore sia trainante per l’economia del nostro territorio”.

A livello nazionale nel primo trimestre del 2018 l’attività produttiva metalmeccanica registra una flessione dello 0,4% rispetto al quarto trimestre del 2017 ma si evidenza, nel contempo, un progresso dei volumi realizzati pari al 4,4% nel confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente.

“A livello regionale – ha proseguito Medola – si rileva una crescita tendenziale moderata della produzione industriale. A Lecco molto bene la siderurgia (+10%) e la meccanica (+4,8%) con un tasso di occupazione in crescita (+1,4%). Possiamo complessivamente parlare di un clima di fiducia: un’azienda su quattro (29%) ha incrementato la forza lavoro e una su cinque (20%) ha in previsione assunzioni. Contestualmente nelle aziende metalmeccaniche si rileva una diminuzione della cassa integrazione (-25%)”.

La produzione delle aziende metalmeccaniche del territorio rappresenta anche un valore in termini di export lecchese e sondriese.“Nel 2017 l’export totale è stato di oltre 5 miliardi di euro, con una crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni di prodotti metalmeccanici hanno rappresentato quasi 3,7 miliardi di euro, pari a poco meno dei tre quarti dell’export manifatturiero e al 72,9% dell’export totale. Nel biennio 2016-2017 le esportazioni metalmeccaniche sono aumentate del 7%, a conferma dell’eccellenza e della qualità delle nostre produzioni. Per oltre i tre quarti (76,1%) l’export metalmeccanico dei territori di Lecco e Sondrio è stato assorbito dall’Europa”.

Le principali tipologie di prodotti in uscita dal nostro territorio e dirette oltre confine riguardano prodotti in metallo, macchinari e attrezzature, metalli di base.

Le importazioni 2017 hanno assunto un valore totale di quasi 3,2 miliardi di euro, mentre l’entità dei prodotti metalmeccanici importati è stata pari a 1,9 miliardi di euro, rappresentando una quota di circa il 60% del totale.

Per quanto riguarda il contesto lecchese i primi tre mesi del 2018rivelano, dopo i risultati positivi del 2017, un andamento favorevole per le imprese lecchesi. In particolare l’industria ha registrato una crescita per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato. Attività produttiva (+4%) e fatturato (7,4%) hanno espresso un aumento più elevato della media regionale mentre gli ordini hanno registrato un incremento del +4,1%. Nel dettaglio, la produzione dei comparti della “siderurgia” (+10,6%) e della “meccanica” (+4,8%) ha registrato una variazione superiore al dato medio per l’industria. L’occupazione industriale a Lecco ha mostrato un aumento congiunturale del +1,4% rispetto alla fine dello scorso anno e una variazione del +2,4% rispetto a marzo 2017.

Parole di soddisfazione sono state espresse da Antonio Bartesaghi: “L’Italia continua ad essere un paese forte, con un’importante vocazione metalmeccanica e meccatronica che ci porta ad essere il secondo paese europeo in questo settore. Dobbiamo continuare a stare attenti alle tendenze che permettono di continuare su questa scia”.

“Viviamo comunque in un momento di forti tensioni, anche internazionali, e, come abbiamo visto dai dati, a fronte di un nuovo sviluppo i percorsi di crescita subiscono rallentamenti. Purtroppo si è parlato troppo poco di politiche economiche – ha proseguito Bartesaghi – ora che il Governo si è finalmente insediato speriamo ci sia maggiore attenzione, soprattutto a favorire la crescita del PIL”.

A livello territoriale Bartesaghi ha sottolineato la difficoltà, da parte delle imprese metalmeccaniche, a trovare personale adatto: “Oggi come oggi è necessario che le scuole si ammodernino per permettere ai ragazzi di formarsi e di essere al passo con i tempi. Sul fronte della formazione stiamo lavorando per avvicinare la scuola al mondo del lavoro, in questo senso i progetti di alternanza scuola-lavoro sono uno strumento moderno sul quale continuare a investire”.

Ricordate a questo proposito le diverse iniziative promosse da Confindustria Lecco-Sondrio sul fronte ‘Education’, quali le giornate di orientamento, il Career Day e i percorsi di Relazioni Industriali

Particolare attenzione è stata dedicata anche al Contratto Nazionale dei Metalmeccanici, per fare il punto sulle novità introdotte ormai da oltre un anno e su alcuni dei principali aspetti in materia di welfare, apprendistato, formazione ed assistenza sanitaria. Per illustrare nei dettagli il CCNL dei Metalmeccanici, l’Associazione ha previsto un percorso con diversi momenti di approfondimento.

L’ing. Medola e Antonio Bartesaghi
L’ing. Medola e Antonio Bartesaghi