Con 230 milioni di spedizioni in Italia nel 2018 è la logistica il collo di bottiglia dell’ecommerce

L’e-commerce italiano sta bene, se non fosse per il problema del traffico. La logistica sembra essere l’unico collo di bottiglia da eliminare per ambire all’esperienza d’acquisto perfetta. All’ultima edizione del Netcomm Forum, in uno spazio raddoppiato rispetto all’anno scorso con punte di 2.500 presenze, gli stand degli specialisti del settore erano decisamente più numerosi.In termini generali, Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha snocciolato dati positivi: crescita prevista dell’ecommerce in Italia del 15% in più rispetto al 2017, con un valore assoluto di 27 miliardi di euro e una quota del 6,5% sul totale dell’acquistato. Mentre le previsioni dicono che entro il 2022 un terzo della popolazione mondiale acquisterà online, oggi siamo già a circa 2 miliardi di acquirenti per un volume di quasi 3mila miliardi di dollari (più di 5mila nel 2022).

Crescono i prodotti rispetto ai servizi che, come i turistici, avevano tirato il gruppo, con buone performance di Arredo (+44%), Food (+34%), Bellezza (+29%), Auto (+26%) ed Editoria (+25%) rispetto all’anno precedente, oltre ai capofila storici, Abbigliamento e Informatica.

Secondo i sondaggi di Netcomm, il 76,4% dei pacchi viene ritirato in casa e solo il 9% viene ritirato in un punto di consegna. Mentre l’Osservatorio ha segnalato i trend sui servizi di consegna a valore aggiunto: oggi vi è una media-alta adozione per la consegna al piano e in un giorno definito. Diffusione minore per servizi come la consegna al sabato, serale o on demand.

D’altro canto, per i tre quarti dei consumatori qualità e ampiezza dei servizi a corredo della consegna e del reso sono cruciali. Nonostante la quasi totalità degli intervistati dall’Osservatorio si ritenga soddisfatto, il futuro chiede migliori servizi di prossimità, ancora maggiore velocità di consegna, a costi sempre più bassi o nulli, e il recapito mediante droni e robot.

Le start up ci mettono una pezza

Infatti, nonostante il 70% dei pacchi consegnati nel 2017 in Italia abbia goduto della consegna gratuita, il 60% dei 33 merchant analizzati da Netcomm non fa pagare la consegna solo se l’importo dell’ordine è maggiore di una certa soglia e solo il 18% offre sempre la consegna gratuita. La modalità di ritiro in un luogo fisico, infine, cresce del 50% ma, come detto, riguarda solo il 9% degli acquisti online.

E quindi hanno successo servizi come Milkman, ideato da Antonio Perini, che consegna dove vuoi e quando vuoiil pacco che hai ordinato online. Oppure Qaplà, italiana che si appresta a sbarcare in Francia grazie all’interessamento di Intergic – azienda specializzata nel far conoscere al mercato aziende che offrono soluzioni e piattaforme per l’ecommerce e il digital marketing.

Per capire l’utilità di Qaplà proviamo a calcolare il numero di Ragioni Sociali dalle cui mani passa il nostro pacco prima di arrivare. Una quantificazione a spanne non ne misura mai meno di una decina. È evidente che il passaggio da una azienda all’altra incrementa il rischio di manomissioni, danneggiamenti o perdita del pacco.

Al contrario, riduce la qualità del controllo perché intervengono siti diversi, in cui spesso è difficile destreggiarsi. Si pensi solo che uno dei principali parametri di scelta di un merchant rispetto a un altro è il nome del corriere utilizzato.

Qaplà, dunque, è uno Shipping Management System che permette al merchant di fornire un’unica interfaccia al consumatore per la gestione e il controllo della spedizione in modo, quindi, da evitare di saltare da un sito all’altro.

Al Netcomm Forum, inoltre, Nexive, primo operatore postale privato in Italia, ha lanciato il servizio di spedizione internazionale e il Sistema Resi Easy per agevolare un fenomeno in crescita (incremento stimato dei resi +15% entro il 2020, il 10% del volume totale). Il consumatore può richiedere il ritiro a domicilio o l’affido gratuito in uno dei punti di raccolta Nexive.