Al via la 52esima edizione di Vinitaly.

Da domenica 15 a mercoledì 18 aprile Verona sarà la capitale mondiale del vino e dell’olio extravergine d’oliva grazie a Vinitaly e Sol (Salone dell’olio), che porteranno a VeronaFiere almeno 130 mila operatori, di cui circa 50 mila da oltre 140 paesi del mondo. Nonostante l’impronta “professionale” che la manifestazione ha assunto negli anni e che è sottolineata dal prezzo di ingresso piuttosto elevato per il visitatore giornaliero (80 euro per una giornata, a fronte dei 145 euro per l’abbonamento di quattro giorni), il Vinitaly resta comunque un appuntamento appetibile anche per il pubblico degli appassionati che fra i padiglioni della Fiera può trovare un panorama pressoché completo dell’enologia delle regioni italiane nonché interessanti spunti sulla vitivinicoltura del resto del mondo.

C’è però la difficoltà a organizzare al meglio il tempo a disposizione. Il consiglio, a questo punto, è di programmare per tempo le visite e la partecipazione a seminari e degustazioni, consultando il catalogo on line e scaricando sullo smartphone l’App dedicata. E’ sempre opportuna inoltre una piantina cartacea del salone, anch’essa scaricabile dal sito. Utili “filtri” per esplorare le realtà che incuriosiscono di più, sono sicuramente le Regioni, che promuovono seminari, convegni, degustazioni e altri eventi solitamente gratuiti e aperti al pubblico, purché si abbia l’avvertenza di prenotarsi online oppure direttamente ai desk degli stand regionali. Tutte, compresa la Liguria, hanno predisposto un calendario denso di appuntamenti.

Un altro utile riferimento è rappresentato dai Consorzi di tutela delle Doc e dalle associazioni di produttori, che offrono la possibilità di esplorare distretti vinicoli di antica tradizione così come altri meno conosciuti. La tendenza del momento è infatti quella di scoprire le piccole denominazioni, i vitigni di nicchia, ma anche le nuove espressioni di territori che pure vantano una secolare vocazione enologica. Partendo dal Piemonte, ad esempio, terra di grandi rossi come Barolo e Barbaresco, si può scegliere se andare a conoscere i Nebbioli del nord, i Boca, i Carema, i Gattinara, oppure se esplorare il Monferrato, alla ricerca della Barbera Nizza, espressione di eccellenza del vitigno, o di Doc meno note come il Grignolino o il Ruché. O ancora, assaggiare l’ultimo nato, l’Asti secco, metodo Martinotti come il Prosecco, oppure, se si preferisce il metodo classico (quello dello Champagne) andare a scoprire le bollicine Alta Langa.

PECCATI DI GOLA

di Egle Pagano