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Banche, margini di interesse ai minimi storici e utili in caduta libera

ABINessuna preoccupazione rispetto agli stress test. Il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, ha però richiesto che questi test siano realizzati in maniera omogenea. "Sugli stress test l'Italia ha una qualità migliore rispetto agli altri Paesi", ha spiegato oggi Sabatini a margine della presentazione del rapporto Abi 2013 sul settore bancario italiano, "perché il Tier 1 è tutto in equity".
La Banca d'Italia ha fatto una asset quality review sui crediti deteriorati chiedendo ulteriori accantonamenti. Come sistema di Core Tier 1, ha rassicurato, "siamo livellati sulla media europea". Per quanto riguarda, invece, il caso Cipro, Sabatini lo ha definito come una situazione limite.
"Quello che è successo a Cipro non deve succedere più, ma serve un quadro di regole omogenee", ha detto, spiegando che non è in discussione la tutela dei conti sotto la soglia dei 100 mila euro: "si sta discutendo se oltre questa soglia ci possa essere un contributo dei grandi depositanti".
Dal rapporto Abi 2013 sul settore bancario italiano è emerso che la redditività è ancora in calo e i margini sono ai minimi storici. "Il problema è la crescita, che è la priorità di banche e imprese", ha specificato Sabatini, ritenendo il quadro ancora complesso e fortemente condizionato dalla crisi del debito sovrano. Nel dettaglio, dall'analisi dei conti economici del campione di 39 gruppi bancari presi in esame, è emerso un peggioramento delle condizioni di redditività: lo scorso anno l'utile consolidato delle banche italiane è sceso a 1 miliardo di euro dai 5 miliardi del 2011.
Non rettificato per le componenti straordinarie, il risultato netto consolidato è risultato negativo per 1,8 miliardi. Il roe, calcolato al netto delle componenti straordinarie non ricorrenti dell'attività bancaria, è calato allo 0,47% dal +2,38% dell'anno prima, mentre il dato non rettificato si è attestato al -1%.

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Squinzi: il declino non è inarrestabile, pedalare

Squinzi: il declino non è inarrestabile, pedalare"Il declino dell'Italia non è affatto inarrestabile, sono ottimista da italiano e imprenditore". Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi dopo i nuovi dati negativi del pil. "Bisogna mettercela tutta e come dico io da ciclista non bisogna mai smettere di pedalare".
Tra le richieste prioritarie al governo c'è "l'armonizzazione degli interventi sull'Imu, in particolare quelli che impattano sulle attività produttive", ovvero i capannoni. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ricordando che "la ripartenza può venire solo dall'industria, quindi bisogna creare le condizioni perché questa possa ripartire". Altre priorità del governo devono essere, ha aggiunto, il pagamento dei debiti della PA e l'intervento sul costo del lavoro.